Cappero

(Capparis spinosa)
Famiglia: Capparidacee, perenne.

Viene anche chiamata: capim, chiappari, cirasoli, chiapparelle, tapania, tapparas, zucchetta.

Si trova sui muri e nei terreni argillosi di pianura e collina. Si riconosce per il ceppo legnoso da cui partono i fusti ascendenti, flessuosi, verdi, prostrati; le foglie alterne, picciolate, sparse, ovoidali, rotonde, a margine intero, carnose, di un bel colore verde lucido; i fiori grandi, bianchi, formati da 4 petali obovati, solitari (aprile/settembre); la bacca allungata verde se acerba, rossa a maturazione, deiscente, contenente i semi reniformi neri; l'odore caratteristico.

Si usano la scorza della radice in medicina popolare; i boccioli fiorali giovani, i frutti. La radice si raccoglie in primavera, prima che la pianta germogli o in autunno; i boccioli fiorali all'inizio della fioritura; i frutti, ancora acerbi. Per conservarle si decortica la radice mondata e si essicca la scorza all'ombra; i boccioli fiorali si fanno appassire per un giorno all'ombra e si pongono in recipiente, misti al 5% di sale, oppure in aceto forte.

Proprietà: la scorza della radice ha proprietà diuretiche, toniche, digestive, epatoprotettive, antiartritiche, stimolanti, astringenti, aperitive.

I boccioli dei cappero hanno la proprietà di riattivare la circolazione dei vasi capillari superficiali: l'applicazione dei loro infuso o della loro polpa fresca quindi indicata per chi ha problemi di capillari dilatati.

In cucina i boccioli dei fiori si conservano sotto sale o aceto, i frutti, colti ancora acerbi, sotto aceto.