Coriandolo

(Coriandrum sativum)
Famiglia: Ombrellifere, perenne.

Viene anche chiamata: colandri, coriandoli, erba cimicina, pitartola.

In Italia si trova naturalizzato un po' ovunque negli incolti ed anche nei campi coltivati. Il coriandolo cresce anche in terreni ingrati. Si riconosce per l'odore fetido della pianta intera fino a che i frutti non giungono a maturazione, dopo di che essa perde questa caratteristica; il fusto ramoso, alto fino a 70 centimetri; le foglie pennate o bipennate, con lacinie strette; i fiori bianchi o rosa raccolti in ombrelle (maggio/ luglio), i frutti globosi, formati da due acheni.

Si usano i frutti, impropriamente detti semi. Si raccolgono a luglio, appena il frutto maturo. Per conservarlo si essicca rapidamente raccogliendo le piante in mazzi e appendendoli a un filo: si trebbia a mano o a macchina e si monda il frutto dalle impurit; si stagiona in luogo fresco e ventilato, disponendo in strati sottili, poi si conserva in sacchetti.

Proprietà: amaro-stomachiche, antisettiche, antispasmodiche, aperitive, aromatizzanti, carminative, diaforetiche, digestive, eccitanti, eupeptiche, stimolanti.

L'aggiunta dei semi di coriandolo racchiusi in un sacchettino di garza, oppure del loro infuso, all'acqua calda dei bagno e del pediluvio ha effetto rinfrescante, tonificante e deodorante.

In cucina i semi di coriandolo vengono usati come aromatizzante di salse, sughi, sottaceti, piatti di selvaggina, biscotti, marinate. Entrano anche nella preparazione di aceti aromatici, liquori, aperitivi e digestivi.