Rafano

(Armoracia rusticana)
Famiglia: Crucifere, perenne.

Viene anche chiamata: armoraccia, armorica,armuranta, barbaforte, cren, mustarda di capussin, pizzicalingua, radice forte, ramoraccia, ravanasso, ravanet.

Originario della Russia meridionale, si trova inselvatichito nei luoghi umidi e vicino ai corsi di acqua. Si riconosce per il fusto eretto, cavo, alto fino a un metro, ramoso; le foglie radicali molto lunghe (fino a 50 centimetri) sessili o con un corto picciolo; i fiori bianchi a quattro petali odorosi, raccolti in pannocchia terminale (estate).

Si usa principalmente la radice raccolta a fine estate e in autunno e volendo anche le giovani foglie.

Va coltivato in mezzombra in un terreno concimato e ben drenato ma mai troppo asciutto.

Proprietà: antianemiche, anticatarrali, antilinfatiche, antireumatiche, antiscorbutiche, bechiche, calmanti, depurative, digestive, diuretiche, espettoranti, eupeptiche, revulsive, rubefacenti, risolventi, scialagoghe, stimolanti, stomachiche.

Controindicazioni: il rafano è vietato a coloro che soffrono di irritazioni dell'apparato digerente e delle vie urinarie, alle persone nervose e alle donne in stato interessante. Va sempre utilizzato con moderazione, perché in dosi eccessive può provocare disturbi allo stomaco e all'intestino. Anche l'uso esterno richiede cautela perché può provocare irritazioni cutanee: si consiglia quindi di verificare sempre la sensibilità individuale prima di utilizzarlo.

In cucina la radice del rafano viene utilizzata come aromatizzante per salse e insalate. Tritata ed unita ad aceto é ottimo sul lesso e sul cotechino. Va consumata fresca perché tende a perdere rapidamente le sue proprietà. Il sapore è dolce e molto pungente.