Cumino dei prati

(Carum carvi)
Famiglia: Ombrellifere, biennale.

Viene anche chiamata: anice dei Vosgi, caravita, carvi, cumino tedesco, fenocc selvadegh, garvese, kummel, pestenaria, sciarel.

Si trova in Italia settentrionale, non oltre l'Emilia, negli erbosi umidi delle Alpi e dell'Apperinino fino a oltre 2000 metri di altezza. Si riconosce per il fusto cespuglioso, ramificato dalla base, scanalato, alto fino a ottanta centimetri; le foglie composte pennatosette, divise in lacinie strette, quelle inferiori sono picciolate le superiori sessili; i fiori bianchi, rosa o carnicini raccolti in ombrelle ineguali; i frutti che sono acheni oblunghi, dal sapore aromatico.

Si usano i frutti impropriamente detti semi. Si raccolgono nell'estate del secondo anno di vita della pianta, raccogliendoli il mattino presto, quando la pianta ancora ricoperta di rugiada, altrimenti i frutti cadono facilmente. Per conservarla si taglia la pianta, si raccoglie in fasci che si appendono in luogo aerato all'ombra. I frutti si staccano spontaneamente. Si setacciano, per liberarli dalle impurit e si conservano in recipienti a tenuta d'aria.

Proprietà: antisettiche, antispasmodiche, aromatizzanti, aperitive, carminative, digestive, galattogoghe, stimolanti.

I frutti dei cumino, ricchi di oli essenziali, hanno la proprietà di stimolare la circolazione, esercitando nel contempo una buona azione purificante e deodorante. Ottimo quindi l'impiego nell'acqua del bagno. Un buon modo per trarne beneficio quello di mettere una manciata di frutti in un sacchettino di tela sottile appeso sotto il getto dell'acqua del bagno.

In cucina i frutti dei cumino hanno un impiego simile a quello dei semi dell'anice. Vengono usati nella preparazione di liquori, dolci, confetture, pani aromatici. Nei paesi dei nord Europa vengono utilizzati per aromatizzare minestre, crauti, piatti di carne, formaggi, sughi. Avvertenza: i frutti sono nocivi per gli uccelli, ad eccezione dei piccioni, che invece ne sono ghiottissimi.