Mirto

Myrtus communis)
Famiglia: Mirtacee, arbusto perenne.

Viene anche chiamata: buss, mortella, murta, murtidda.

Si trova nelle macchie e nelle siepi dell'Italia centromeridionale e delle isole fino ai 900 metri di altezza. Si riconosce per il portamento cespuglioso, con fusti cilindrici con corteccia rossastra, grigia sul tronco e sui rami vecchi; le foglie opposte, ovate, coriacee, ghiandolose, persistenti; i fiori odorosi, solitari, ascellari, lungamente peduncolati, col calice bianco formato da cinque petali quasi rotondi, concavi; le bacche carnose ovali o globose, nerastre.

Si usano le foglie raccolte preferibilmente all'inizio dell'estate, ma possibile raccoglierle tutto l'anno; e i frutti in autunno. Le foglie, essendo disponibili tutto l'anno, vengono utilizzate fresche; le bacche si usano pure fresche.

Proprietà: le foglie sono aromatiche, astringenti, balsamiche, rinfrescanti; i frutti astringenti, disinfettanti, stomachici, stimolanti.

L'infuso, preparato lasciando riposare per dieci minuti quaranta grammi di foglie e fiori in un litro d'acqua bollente costituisce una buona lozione antisettica e stimolante da impiegare come tonico oppure da versare nell'acqua del bagno. Il decotto ottenuto facendo bollire per cinque minuti venti grammi di foglie in un litro d'acqua, pu invece essere usato come colluttorio per avere alito fresco e profumato.

In cucina le bacche del mirto, dal tipico sapore resinoso, vengono utilizzate per aromatizzare carni e selvaggina. Famoso il loro impiego nella farcitura del "porceddu" sardo, del cinghiale e di alcuni insaccati. Da queste bacche si ottengono anche un delizioso liquore e un profumatissimo vino.

Altri usi: dalle foglie e dai fiori di mirto si ottiene per distillazione un'essenza molto usata in profumeria, in saponeria e per aromatizzare i vini.