Origano

(Origanum vulgaris)
Famiglia: Labiate, perenne.

Viene anche chiamata: acciughero, arbura', arecato, cornabusa, erba acciuga, majaron salvadi, menta bastarda, regamo.

Si trova negli incolti, lungo i margini delle strade, nei boschi fino ai 2000 metri di altezza. Si riconosce per il fusto eretto, alto fino a 80 centimetri, rossastro, ramificato nella parte superiore; le foglie opposte, picciolate, ovali o ellittiche, a margini interi o dentati; i fiori piccoli, color rosso o rosa, o in alcune varietà bianco, riuniti in pannocchie terminali (luglio/agosto).

Si usano le foglie e le sommit fiorite raccolte in estate. Per la conservazione si recidono le piante prima della completa fioritura si essiccano in luogo aerato all'ombra e si conservano in sacchetti.

Proprietà: antalgiche, antispasmodiche, aromatiche, bechiche, carminative, digestive, eccitanti, emmenagoghe, espettoranti, eupeptiche, parassiticide, purgative, stimolanti, sudorifere, toniche.

L'origano si sfrutta in fitocosmesi per bagni tonificanti e deodoranti: mettendo nell'acqua calda una manciata di foglie e sommit fiorite racchiuse in un sacchetto di tela sottile. L'infuso di origano (cinquanta grammi in un litro d'acqua) anche utile per impacchi e suffumigi che rendono la pelle pi viva ed elastica.

In cucina fresco od essiccato l'origano costituisce un aromatizzante indispensabile per la preparazione di molti piatti tipici della cucina mediterranea. Entra anche nella formulazione di aceti e vini aromatici, di vermouth e di liquori.

Altri usi: le sommit fiorite dell'origano tingono la lana di colore rosso-bruno.