Polmonaria

(Pulmonaria officinalis L.)
Famiglia: Borraginacee, perenne.

Viene anche chiamata: borrago, selvatica, borrana selvatica, catarina, erba dei polmoni, erba del cuore, erba macchiata, piattissa, salvia di Gerusalemme, scarpetta del Signor, tabac selvadgh.

Si trova nei boschi e nei terreni freschi della zona submontana, fino a 1000 metri. Si riconosce per lo stelo eretto, semplice, alto fino a 40 centimetri; le foglie picciolate le inferiori, sessili quelle superiori, ruvide, verdi, chiazzate di bianco se non sono cresciute completamente all'ombra; i fiori raccolti in racemi, con corolla rossa che diventa azzurro/violacea dopo la completa apertura (primavera).

Vengono usate le sommità e le foglie raccolte in primavera/estate.

Per la conservazione: le foglie si usano per lo pi fresche; le sommit fiorite si essiccano, all'ombra in luogo ventilato e si conservano in sacchetti.

Proprietà: le foglie fresche sono emollienti, sudorifere, pettorali; le sommit fiorite sono astringenti, espettoranti, vulnerarie.

Il decotto preparato facendo bollire per quindici minuti cinquanta grammi di foglie e di sommit fiorite di polmonaria in un litro d'acqua costituisce una buona lozione emolliente, utile per lenire infiammazioni e screpolature della pelle. Potr essere usato per lavaggi locali o applicato sotto forma di compresse sulle parti interessate.

In cucina le foglie della polmonaria, ricche di vitamina A e C, hanno le stesse utilizzazioni di quelle della borragine. Possono dunque essere impiegate nella preparazione di minestre, zuppe, ripieni, ravioli oppure si fanno lessare e si consumano quindi in insalata, o passate al burro. Anche i fusti fioriferi sono commestibili: lessati e passati al burro oppure conditi in insalata, con olio e limone costituiscono un piatto dal sapore molto delicato.